Riflessioni, ancora non strutturate, sui social network
In tanti seguono le orme di Facebook: MySpace ha annunciato al Web 2.0 Summit l’apertura della sua piattaforma alla community di sviluppatori attraverso un set di API e un linguaggio markup. Inoltre MySpace sta sviluppando un catalogo di widget sviluppato per la sua piattaforma.
Google ha già annunciato da tempo OpenSocial, l’API aperta per social network, che permette di sviluppare applicazioni Facebook-like utilizzando le medesime funzioni in qualsiasi social network site che la implementi (qui alcune impressioni che meritano una lettura).
Anche Linkedin (a cui sembra interessato Murdoch) ha annunciato una qualche forma di apertura della sua piattaforma agli sviluppatori, in modo da aggiungere nuove funzionalità e da permettere l’inserimento di nuove connessioni da servizi come Salesforce.com.
In sintesi, il trend è costruire piattaforme, non solo applicazioni o servizi, che attraggano gli sviluppatori, che a loro volta le renderanno più appetibili agli utenti.
Criteri da seguire per social network di successo che vogliono imitare FaceBook (Dare Obasanjo):
the ability to monetize applications; distribution and reach to stimulate viral growth; access to users data (the social graph); the ability to build an integrated and immersive experience; and shielding smaller developers with successful applications from cascading infrastructure costs (the Winner’s Curse).
L’adozione di standard che permettano l’interoperabilità tra social network è una strada da percorrere. E’ perfetta l’analogia con i feed RSS/Atom per i blog: non può mancare per i social network un analogo formato per lo scambio di dati. Vanno in questa direzione Google OpenSocial e Six Apart Relationship Update Stream, un feed per i dati legati alle relazioni sociali che permette di inviare e ricevere informazioni quando avviene un cambiamento nelle relazioni di un dato social network. E’ già supportato da Plaxo Pulse, Magnolia, LiveJournal e da altri.
Per sorridere un po’…

…leggete qui.





