Non cambio una virgola. E’ già stato detto tutto qui.
I Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo (Cuba, Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice.
Questo mette in evidenza due fatti gravissimi:
1) l’incapacità del governo italiano a garantire la possibilità di espressione sul territorio italiano di un Capo di Stato estero, nonché Vescovo di Roma e guida spirituale di un miliardo di persone. Piccoli gruppi trovano, di fatto, protezioni anche autorevoli nell’impedire ciò che la stragrande maggioranza della gente attende e desidera;
2) la fatiscenza culturale dell’università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza rischia di trasformarsi in una “discarica” ideologica.
Come cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati, riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della ragione e della libertà.
Milano, 15 gennaio 2008.
Update: uno sguardo intelligente sulla vicenda, che contiene anche le esatte parole del Papa su Galileo, contestate senza motivo.
Update 2: ho aderito all’Appello per la ragione e la libertà in università. Qui il testo dell’appello e il testo del discorso che il Papa avrebbe dovuto tenere a La Sapienza.






Scuotiamo dai nostri sandali la polvere della Sapienza.
http://www.loccidentale.it/node/11805
Continuo a non vedere questa mancanza di libertà di parola… Sono due giorni che accendo la tv e su ogni rete, ribadisco OGNI rete si parla del povero papa minacciato da questi “satanisti” come li hanno chiamati su Radio Maria.
Quello che io mi chiedo è questo: la Libertà e Democrazia significano dover sorridere sempre e chinare il capo quando una persona parla, oppure poter liberamente dissentire indicendo una manifestazione (purché nei limiti di legge)??? Non cedete a sterili polemiche… e a quello che i Media vogliono far credere… La lettera dei famosi 67 docenti era in circolazione dal 23 NOVEMBRE… il Rettore sapeva tutto, si è voluto appositamente farne un caso.
Ecco una dichiarazione di Boselli del Partito Socialista:
“Nessuno vuole mettere il bavaglio al Papa che è libero di dire ciò che vuole. Deve essere però chiaro che se Benedetto XVI come ormai fa puntualmente interviene direttamente su temi fondamentali come la sessualità e la libertà della scienza, invocando il braccio secolare dello Stato per far diventar legge il suo magistero, è inevitabile che sia coinvolto in polemiche e contestazioni. Nessuno deve impedirgli di parlare perchè questo sarebbe un atto illiberale, ma nessuno può vietare manifestazioni di protesta che si svolgono nei limiti della legge”
e invece Pannella (Radicali Italiani):
“Oggi tutti dicono che il Papa deve avere diritto di parola. Nessuno, nessuno, nessuno dice che forse potremmo averlo anche noi”
Ad ogni MODO RIBADISCO INFINE CHE NESSUNO HA IMBAVAGLIATO IL PAPA, Lui ha deciso di “soprassedere”, di non andare.
Niente impediva di recarsi alla Sapienza (ed essere anche contestato, seppure solo da una parte).. succede in ogni democrazia… Forse al papa non piace essere contestato? Comprensibile… ma non mi si venga ad accusare di intolleranza!
Scuotiamo, Alessandro, scuotiamo energicamente.
Di fronte al tuo commento, caro Queer, devo affidarmi ancora, purtroppo, alle parole di un altro, perché ciò che hai scritto mi lascia nuovamente senza parole…
“Quella che ha vinto è una caricatura della laicità.
E’ la laicità scomposta e radicaleggiante, sempre pronta ai toni dell’anticlericalismo, che cinicamente ha usato la protesta dei poveri professori di fisica piegandola alle necessità della lotta politica italiana, delle risse del centro-sinistra intorno ai Dico e all’aborto, della gara per conquistare influenza sul neonato Partito democratico. E’ la laicità che vuole ascoltare solo le sue ragioni scambiandole per la Ragione. Che, nonostante tutte le chiacchiere sull’Illuminismo, nei fatti non sa che cosa sia la tolleranza, ignora cosa voglia dire rispettare la verità delle posizioni dell’avversario, rispettarne la reale identità. E’ la laicità che dispensa i suoi favori e le sue critiche a seconda di come le torni politicamente utile. Che da tempo, perciò, non si stanca di scagliarsi contro Benedetto XVI solo perché lo ritiene ostile alle sue posizioni sulla scena italiana e allora va inventandosi chissà quale assoluta diversità tra lui e il suo immediato predecessore, fingendo di non sapere che di fatto non c’è stato quasi un gesto, una presa di posizione importante, di Giovanni Paolo II che non sia stata condivisa, o addirittura ispirata, da papa Ratzinger.
Laicità? Sì, una laicità opportunista, nutrita di uno scientismo patetico, arrogante nella sua cieca radicalità. Con la quale un’autentica laicità liberale non ha nulla a che fare. Che anzi deve considerare la prima dei suoi nemici.”
Ernesto Galli Della Loggia, Corriere della sera, 16/01/2008
Eccola la mia risposta.
Mi riservo solo di sottolineare come Boselli e Pannella rappresentino proprio la laicità di cui parla Galli Della Loggia, che non sa cosa sia la tolleranza, “arrogante nella sua cieca radicalità”
Ok… ma tu dimentichi una cosa… è il PAPA che ha deciso di “soprassedere”.
Voglio ricordare che alla prestigiosa Columbia University il Presidente iraniano Ahmadinejad è andato nonostante le annunciate contestazioni e critiche di chi non la pensa come lui. Perchè il dialogo e la democrazia funzionano cosi.
Il Papa invece ha ritenuto fosse meglio “soprassedere”…
Cioè.. nn so forse non mi spiego… secondo me sarebbe stato giusto che il Papa andasse a parlare a La Sapienza, ma altrettanto giusto accettare un eventuale manifestazione di dissenso… Non così come è andata: mi pare molto comoda, rifiutare di andare e poi gridare a tutti MI VOGLIONO FAR TACERE. Non trovate?
Eh no, caro mio.
Non si può invocare la sportività dopo esser entrati a gamba tesa e con il piede a martello con l’intenzione di far male.
Non posso accettare di ascoltare manifestazioni di giubilo per la sconfitta dell’oscurantismo cattolico e gli insulti che si sono sprecati nei confronti del Santo Padre (tra cui i tuoi post meritano di sicuro una menzione d’onore), e contemporaneamente ascoltare prediche sul diritto a contestare chi la pensa in modo diverso. Perché, prima di contestare, si dovrebbe almeno ascoltare. Ascoltare le parole del Papa su Galileo, ad esempio, sarebbe stato un gesto civile e avrebbe evitato figuracce, in primis, ai 67 professori de La Sapienza.
Vorrei ricordare che Benedetto XVI prima citò Feyerabend (filosofo austriaco) e, a citazione fatta, espresse il suo pensiero, dal tono completamente diverso:
“Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande.
Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica”.
Faccio finta di non aver letto la presunta “lezione di civiltà” di Ahmadinejad, che fa il paio con le citazioni di Boselli e Pannella.
Per il presidente iraniano l’unico Papa buono è un Papa morto. Gran bella lezione di tolleranza!